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Coppia: non è mai come prima

Spesso avvengono cambiamenti all’interno di una relazione di coppia. A volte sono scanditi da eventi specifici (l’inizio della convivenza, il matrimonio, l’arrivo di un figlio o la separazione), ma la maggior parte delle volte sono sottili, quasi impercettibili.

Può capitare di domandarsi come si è giunti a un determinato punto del rapporto e questi dubbi possono generare un senso di smarrimento e confusione.

“Non è più come prima”: dall’innamoramento all’amore

I cambiamenti in una relazione amorosa non hanno necessariamente accezione negativa: basti pensare alle prime fasi di costituzione del legame amoroso. La coppia si crea anche grazie a idealizzazioni che sono alla base dell’attrazione psichica e fisica. Si tende a vedere nell’altro ciò che ci piace e a minimizzare i tratti che non sentiamo in sintonia con i nostri.
Il primo cambiamento in una relazione è quindi dettato da un “mito di autogenesi” in un gioco di rispecchiamenti reciproci: è la logica dell’uguale o del simile, che pone le basi perché nasca l’innamoramento.
Questo primo cambiamento fissa i presupposti per considerare la coppia come un’entità unita, un unicum che è formato da due individui ma che non é semplicemente la somma delle loro parti.

Il legame di coppia, tra affetto e patto

Il mito di autogenesi ed il gioco di rispecchiamenti ha dunque una preziosa funzione iniziale, ovvero anticipare il “mito della completezza”.
La coppia si trova inserita all’interno di una storia familiare pregressa e si confronta con il mondo sociale che la circonda. Esiste un intreccio segreto, che è dato da esperienze dei singoli membri della coppia con figure significative (familiari o di coppie precedenti) e una promessa, a volte esplicitata, a volte implicita, che è l’ancora della coppia e getta le basi per la fiducia e la speranza.
Da questo terreno comune si crea un legame del tutto unico: il legame di coppia.

L’intreccio e il patto cambiano nel tempo, e possiamo non rendercene conto

Non è facile carpire e interpretare i cambiamenti di coppia, soprattutto per gli attori che la vivono in prima persona.  Improvvisamente ciò che faceva legame sembra non essere più soddisfacente: a volte la fragilità può esitare dallo sbilanciamento sul versante affettivo-espressivo (“Un giorno tocchiamo il cielo con un dito, l’altro ci odiamo”), altre da quello etico-normativo (“Tutto è piatto e monotono, anche se il partner è un buon compagno, si impegna ed è fedele”).

Che cosa può offrire un setting terapeutico?

Il setting terapeutico può fornire alla coppia l’opportunità di osservare e trattare elementi che nella quotidianità non è possibile tematizzare, a causa del coinvolgimento e della conflittualità che ne scaturisce.
Tutto ciò richiede uno sforzo: la messa in discussione di sé stessi e delle proprie modalità di relazione.

 

Bibliografia:
V., Cigoli, “Intrecci familiari. Realtà interiore e scenario relazionale”, 1997, Raffaello Cortina Editore
V., Cigoli, D., Margola, M., Gennari, D., Snyder, “Terapie di coppia. L’approccio integrativo e l’approccio relazionale-simbolico”, 2014, Franco Angeli Editore
G., Bodenmann, A., Bertoni, “Promuovere le competenze della coppia. Il Couples Coping Enhancement Training”, 2004, Carrocci Editore

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