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Separazione e divorzio: come comportarsi con i propri figli?

Separazione e divorzio: come comportarsi con i propri figli?

Ecco brevemente che cosa contiene questo articolo:

1. La situazione in Italia

2. Come fare per affrontare al meglio una separazione

3. Un aiuto possibile: i gruppi di parola per figli di genitori separati

La situazione in Italia

Dal 2016 stiamo assistendo ad un fenomeno in controtendenza: i matrimoni aumentano, ma allo stesso tempo anche separazioni legali e divorzi sono in netta crescita. Il tema della separazione e del divorzio tocca dal vivo molte famiglie italiane. I protagonisti del divorzio non sono però solamente i coniugi: i figli spesso si trovano ad affrontare una vera e propria rivoluzione della loro vita, sia per quanto riguarda cambiamenti legati alle proprie abitudini, che per quanto riguarda aspetti psicologici e affettivi.

Ogni separazione o divorzio è il frutto di una crisi. Quale sfida ci lancia questa crisi, come coniugi e come genitori?

La sfida del divorzio è quella di una separazione che protegga e mantenga il legame familiare

Nei bambini piccoli una delle maggiori difficoltà è riuscire a percepire come separato qualcosa che fino ad allora era stato considerato un’unità indivisibile.  Durante la separazione anche i figli, come i genitori, sono impegnati in una serie di compiti psicologici per superare questa fase.

Ecco alcuni degli aspetti su cui porre maggiore attenzione durante questa fase di transizione familiare:

1. Aiutare a comprendere

Spesso quando ci si trova in fase di separazione accade di nascondere  la verità, rimandando il più possibile il confronto. Questa modalità poco chiara accresce il senso di incertezza dei nostri figli, che faticano a riconoscere il cambiamento come qualcosa di slegato da una propria responsabilità, e  vivono il conflitto tra i genitori come una perdita d’amore nei propri confronti. Nel comunicare ai propri figli la separazione è importante che entrambi i genitori siano presenti, e che venga concordato prima ciò che verrà comunicato. Le modalità comunicative devono essere adeguate all’età dei figli, evitando in ogni caso di concentrarsi sulle specifiche motivazioni che hanno portato alla conflittualità. Aiutare a comprendere significa non solo parlare, ma anche essere disponibili affettivamente, accogliere le loro emozioni, e mostrare la propria compresenza fisica e psichica, soprattutto nelle fasi successive alla comunicazione. La comprensione è un processo: è importante essere pazienti e disponibili, e accettare sentimenti di rabbia e tristezza.

2. Fare attenzione ai rischi della separazione

Può accadere che i nostri figli assumano un atteggiamento difensivo di apparente indifferenza, o che assumano modalità relazionali manipolatorie, che fungono per loro come modalità di controllo in un momento in cui il senso di sicurezza personale vacilla. Vi sono casi in cui uno di due genitori viene idealizzato, al fine di mantenere un immagine di infallibilità che con la crisi coniugale viene meno. Altre volte sono i genitori ad appoggiarsi ai figli, e  a creare con loro un rapporto simmetrico. C’è un’asimmetria di responsabilità tra genitori e figli. Questo però non significa che non vi sia possibilità per questi ultimi di elaborare attivamente il dolore della separazione dei propri genitori.

3. Garantire ai figli la continuità dell’esercizio del ruolo genitoriale

Separarsi come coniugi ma mantenere il legame come genitori non è semplice. Come prendersi cura del legame? Come afferma Cigoli, psicologo-psicoterapeuta che ha dedicato molti anni di attività alla clinica dei legami familiari: “Il legame genitoriale non è fondato solamente sull’eros di coppia”. Ciò significa che il rilancio va cercato in quello che, oltre all’eros, ha fatto legame: non vengono meno la memoria di ciò che ha fatto legame sul versante etico, le proprie radici familiari, la “lealtà verso l’opera comune“. Questo nuovo annodamento simbolico e relazionale può essere sostenuto dal contributo di un professionista.

Un aiuto possibile: i gruppi di parola per figli di genitori separati

Vi sono appositi gruppi (Gdp) dedicati al sostegno e all’elaborazione dell’evento di separazione. Tali gruppi sono un luogo di scambio tra pari, e consentono di esprimere le proprie emozioni, porre domande, e scoprire nuovi modi di affrontare la riorganizzazione familiare; partecipare a questi gruppi può essere per i figli un modo per ri-acquistare un senso di efficacia e un ruolo attivo, oltre ad avere un effetto di rilancio del legame nella sfera sociale.

 

La separazione è un processo, e come tale necessita di tempo per l’elaborazione di emozioni e pensieri. L’obiettivo è quello di rilanciare il legame familiare, trovando un nuovo intreccio che tenga conto delle origini e del futuro. Questa prospettiva consente di muoversi nell’ottica della speranza, e non di rimanere nella posizione chiusa della disperazione e della perdita del legame.

 

Bibliografia

Cigoli, V., “Intrecci familiari.Realtà interiore e scenario relazionale”. Raffaello Cortina Editore, Milano, 1997
Cigoli, V., “L’albero della discendenza. Clinica dei corpi familiari”.Franco Angeli Editore, Milano, 2006
Marzotto, C., “I gruppi di parola per figli di genitori separati”. Vita e Pensiero, Milano, 2010
Scabini, E., Cigoli, V., “Alla ricerca del famigliare. Il Modello Relazionale Simbolico”. Raffaello Cortina Editore, Milano, 2012

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